Bianchello del Metauro
Superficie vitata (
iscritta all'Albo) Produzione massima
di uva Produzione massima
di vino DOC Vino DOC commercializzato |
Nella vallata del Metauro si diffuse e
si impose sin dal 500 a.C., un vitigno denominato Bianchello o Greco
Bianchello o Biancame. Si legge in Tacito che il Bianchello fu la
principale causa della sconfitta di Asdrubale nella famosa battaglia
del Metauro. Si narra infatti che le truppe del generale cartaginese, nella calda estate dell'anno 207 a.C., ebbre per il vino tracannato in grande copia, furono sorprese dalle milizie romane di Claudio Nerone, Livio Salinatore e Porzio Licinio, mentre tentavano di di guadagnare il fiume Metauro. Roma fu salva, dunque, per merito del Bianchello? Andiamoci piano, ma a parte le notizie storiche, resta il fatto che il Bianchello sta oggi vivendo una felice stagione per la fama che merita come piacevolissimo completamento di pasti a base ittica. E? il vino immortalato dalle descrizioni di Fabio Tombari, autore di "Frusaglia" e di tanti altri libri ambientati nel Pesarese. Oggi il Bianchello viene anche servito come aperitivo. Interessa il bacino imbrifero del fiume Metauro in provincia di Pesaro-Urbino. Le pendici esposte a sud-ovest nelle medie e basse colline che che dai contrafforti appenninici digradano la mare sono le più vocate alla coltivazione di questo vitigno. In totale sono compresi nella zona DOC 18 comuni. |
VitigniIl "Bianchello", "Biancame", o "Greco di Bianchello" sono nomi e sinonimi più frequentemente usati per indicare il vitigno da cui deriva l'omonimo vino. Possono concorrere alla sua produzione uve della varietà Malvasia Toscana fino ad un massimo del 75%. Età ottimale
Caratteri
organolettici
E' il vino dei giovani, brioso, salutare, esige compagnia, genera amicizia, scarica la fatica psico-fisica. Un sorso appaga come nessuna bevanda. Predilige molluschi, crostacei e pesci a tendenza dolce, vivi o in delicate cotture marinaresche. Esiste un rapporto armonico fra alcuni menù di pesce e la vivacità del bianchello. Le sfumature fra il paglia e il verde, il corpo delicato che dall'impatto morbido volge al secco con stimoli freschissimi e netti, esaltano il gusto e la fragranza salsoiodica del pescato vivo. Ottimi gli abbinamenti con Nasello, Passera, Melù ecc. bolliti o passati sulla brace, appena umettati di olio extravergine del luogo (Cartoceto). Si accosta bene con piatti semplici di carni bianche a tendenza dolce (petto di pollo, coniglio, ecc.), con minestre, con risi e paste, anche asciutte, delicatamente condite. |